22. luglio 2018
Eliane Brum, dalle pagine di El Pais Brasil, analizza il fenomeno Bolsonaro, candidato di estrema destra in Brasile e in testa nei sondaggi, se si esclude Lula. Lo fa adottando il concetto di autoverità, decisamente più adatto di quello di post-verità a spiegare le caratteristiche più profonde del fenomeno e le diverse influenze che ne spiegano la complessità. Qui, una lettura dell'articolo.
21. maggio 2018
Ha senso parlare di Antropocene? Esiste davvero un anthropos, un'umanità collettiva responsabile di questa nuova era che siamo soliti definire Antropocene? Fabrice Olivier Dubosc dialoga a distanza con i relatori di una serie di conferenze tenute a Rio nel 2014 su questi e temi e sulla possibilità di interrogare il presente utilizzando categorie analitiche non universaliste, che rimettano al loro posto, "traducendole", le responsabilità, le versioni, i noi e gli altri, i limiti e i confini.
11. aprile 2018
Il 7 aprile 2018 si è verificato un fenomeno piuttosto raro: una esplicita richiesta da parte di un uomo in vita del riconoscimento di una sorta di trascendenza verso una dimensione non umana, verso una forma-mito. La richiesta è stata accolta da una larga parte della popolazione che lo sostiene, dato il ruolo che ha svolto quest’uomo nella storia recente del proprio paese: è Luiz Inácio Lula da Silva e il paese è quindi il Brasile. Traduzione dell'articolo di Eliane Brum, su El Pais, Brasile
24. febbraio 2018
Federico Zappino ci presenta ormai da anni profonde riflessioni, come nell’articolo qui proposto, inerenti un ambito specifico della contemporaneità, a cui segue un impegno militante radicale nel movimento LGBTQI. Partendo da qui, la sua riflessione si spinge su un piano che esce dalla particolarità e pone con forza il problema delle alleanze, o della “traduzione culturale”, tendendo a definire e costruire pratiche per un’universalità che non può essere altro che una lotta egemonica aperta.
06. febbraio 2018
Fabrice Olivier Dubosc pubblica per Transglobal il testo di un intervento a un corso su Migranti, diritti, salute organizzato dalla Fondazione Celli presso la scuola umbra di amministrazione pubblica. La costituzione del soggetto, la dimensione psichica e il suo rapporto con il Reale, il desiderio, l'interpellazione e il riconoscimento portano Fabrice Olivier a scavare nella dimensione fantasmatica dell'identità, ponendo in evidenza la complessa rete di elementi che la compongono
06. gennaio 2018
Finanza e povertà non si collocano più su due piani diversi, separati dal concetto di “bancabilità” dei soggetti. Le carte di credito colmano questo gap, trasformano la povertà e il disagio in ambiti di forte interesse per operazioni finanziarie, siano esse dirette agli “autoctoni”, quanto ai rifugiati e richiedenti asilo. Grazie a Sandro Mezzadra per aver reso disponibile il documento suo e di B. Nielson non ancora pubblicato e per la segnalazione dell’articolo sul NYT.
02. gennaio 2018
L’arte riesce da sempre ad aggiungere un livello di comprensione, di condivisione empatica, emozionale del Reale che raffigura e performa. Quello che è stato prodotto a Napoli ad aprile va esattamente in questa direzione. Il Mediterraneo fotografato, riprodotto e cantato appare come luogo di potere, di dominio. I migranti, in questo lavoro, sono i corpi assoggettati, interpellati in quanto rifiutabili sulla base di norme che connotano il passato-presente dell’Europa come il tempo coloniale (sr)
03. ottobre 2017
L’analisi delle operazioni estrattive del capitale non può essere limitata alle attività che definiscono queste pratiche in senso letterale. Al contrario, può e deve espandersi ad altre sfere di attività umana ed economica che negli ultimi anni hanno connotato in modo sempre più marcato la vita dei cittadini, intesa come luogo di produzione totale. L'estrattivismo, coniugandosi con pratiche infrastrutturali e logistiche, accompagna i movimenti delle persone, interagendo con le migrazioni
16. settembre 2017
Intercultura e cittadinanza sono due termini che definiscono in maniera coestensiva l'irriducibilità del conflitto politico e socio-culturale che, oggi più che mai, taglia trasversalmente tutti i continenti. Parlare di intercultura senza affrontare il tema della cittadinanza equivale a negare la valenza politica forte e conflittuale che il termine in sé racchiude. Il suo contrario invece apre scenari interessanti e più che mai attuali di azione e discussione sulla nostra contemporaneità
11. luglio 2017
Un articolo su Comune-Info a cura di Ex Opg Occupato Je so' pazzo. Ibrahim, uno di noi

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